Musica

L’importanza della musica

Uno degli aspetti che maggiormente differenzia la capoeira dalle altre arti marziali è la sua componente musicale. La sua importanza viene spesso sottovalutata, anche dai praticanti meno esperti, ma comprenderne le sfumature, così come la sua evoluzione attraverso la storia, è fondamentale per comprendere l’essenza stessa del jogo: i ritmi ed i canti guidano il capoeirista nella roda, “suggerendogli” di volta in volta come comportarsi. Alcuni toques richiedono un jogo “aperto”, con scambi amichevoli e colpi quasi mai affondati, altri invece indicano ai jogadores che è il momento per un jogo più marziale. Ci sono cantigas che dicono esplicitamente di compiere determinate azioni, altre che indicano la fine della roda, ce ne sono alcune che ammoniscono i capoeiristi ed altre che chiedono loro qualcosa in particolare. Gli esempi sono potenzialmente infiniti, ed essere un buon capoeirista passa anche e imprescindibilmente dalla conoscenza della musica, e dalla capacità di suonarla e cantarla.

La musica della capoeira, così come la sua tecnica, ha subito (e continua a subire) un costante processo di evoluzione e cambiamento. È pertanto dinamica ed in perenne divenire, e come ogni altro aspetto della disciplina, ogni maestro possiede le sue verità (il più delle volte discordanti da quelle di tutti gli altri maestri). Questa è la ragione principale per cui è impossibile affermare di conoscere ogni toques o cantigas esistente, e di conseguenza è il motivo per cui il bagaglio di conoscenze del singolo capoeirista può espandersi indefinitamente.

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La baterìa

Ai suoi albori, la musica non esigeva sempre uno strumento: spesso erano sufficienti le mani dei partecipanti alla roda per scandire il ritmo del jogo. In quella sua forma primitiva, la capoeira era essenziale e costituiva l’unico momento di aggregazione per la comunità nera: infatti, anche se alle donne era proibito l’ingresso nella roda, partecipavano cantando e ballando ai margini del jogo.

Ad oggi, esistono diversi tipi di bateria, in funzione dello stile di capoeira praticato. L’insieme di strumenti che dà ritmo al jogo varia infatti tra capoeira angola e capoeira regional, trovando fra questi due estremi innumerevoli variazioni.

Bateria Naçao

 

bateria

 

Come possiamo vedere, nell’A. C. Naçao Capoeira si utilizzano (da sinistra a destra) un atabaque, tre berimbais (gunga, medio, viola) e due pandeiros. Altre scuole utilizzano un ordine di distribuzione diverso o addirittura un altro insieme di strumenti, come ad esempio un pandeiro anziché due. Altri strumenti degni di nota sono l’agogò e il reco-reco, che qui non troviamo perché più appartenenti alla tradizione della capoeira angola. Da notare anche che la bateria di regional possiede un nome specifico, ovvero “charanga”.

Il berimbau

Lo strumento più rappresentativo della capoeira è certamente il berimbau. Ritrovamenti archeologici ne attestano l’antichità, collocandolo tra i primissimi strumenti musicali sperimentati dall’uomo. Pitture rupestri rinvenute in grotte francesi e datate intorno all’era dell’Uomo di Cromagnon ritrarrebbero infatti alcuni uomini che impugnano “archi musicali”. Nel corso della storia, il berimbau si è affinato e diversificato giungendo infine a noi nella sua forma odierna: un cordofono a percussione composto da un arco di legno, generalmente di beriba (da cui il nome), che tede una corda metallica chiamata arame; da una zucca cava e secca, la cabaça, la quale fissata alla madeira (l’arco) funge da cassa di risonanza; da una pietra (pedra) o una moneta in genere d’ottone (dobrao), da una bacchetta (baqueta) e dal caxixi. Si suona tenendo il berimbau ed il dobrao con una mano, solitamente la sinistra, e con l’altra la bacchetta e il caxixi (ovviamente è l’opposto per chi è mancino). Accostando o meno il dobrao alla corda si può variare il suono prodotto dallo strumento.

Il nome completo dello strumento è “berimbau de barriga”, cioè berimbau di pancia, perché la cabaça viene poggiata appunto sulla pancia. Esistono altri tipi di berimbais, come il berimbau de boca (parente del siculo Scacciapensieri) o il berimbau de lata.

La cabaça può avere diverse grandezze e questo determina il tipo di suono emesso dallo strumento. Possiamo identificare tre tipi distinti di cabaça, corrispondenti a tre tipi di berimbais:

gunga, che ha una cabaça grande e produce il suono più grave

medio, che ha una cabaça media e di conseguenza un timbro medio

viola, che ha una cabaça piccola ed un timbro acuto.

I tre tipi di berimbais si differenziano anche per la loro funzione all’iinterno della bateria: con il gunga si suona il tempo base, con il medio il controtempo e con la viola le variazioni. Per fare le chamadas prima veniva usato un quarto tipo di berimbau, il berraboi, adesso caduto in disuso e rimpiazzato nella sua funzione dal gunga.

Inoltre, alcuni berimbais dopo esser stati lavorati vengono dipinti. Questo accade solitamente nelle accademie di capoeira angola. Il primo mestre ad aver dipinto un berimbau fu Waldemar da Libertade, detto anche l’“artigiano”.

Il pandeiro e l’atabaque

Altro strumento di fondamentale importanza nella bateria di capoeira è il pandeiro, originario del Brasile ed utilizzato nel samba, nel batuque e in altre forme di folklore afro-brasiliane. È uno strumento a percussione, leggero e maneggevole di forma circolare, con dei sonagli doppi di metallo (detti xuà) infilati a intervalli nei bordi del legno. In passato veniva creato utilizzando pelle di serpente o di vacca, mentre oggi si fa largo uso di plastica ed altri materiali sintetici.

L’ultima aggiunzione in ordine di tempo alla bateria (poi diventata stabile e definitiva) é l’atabaque, che veniva già utilizzata nei rituali del candomblè. Originario dell’Africa, l’atabaque è composto da un tamburo di legno cilindrico con la bocca coperta da cuoio o pelle, montato su un treppiede in genere metallico. Durante gli anni della marginalidade è caduto in disuso a causa delle sue dimensioni, che ne rendevano difficile il trasporto e l’eventuale fuga dei capoeiristi qualora fosse stata necessaria.

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